Laboratorio “Prima Scelta” - Capitolo 1.3

Scelte

Nell’ambito del laboratorio si sperimentano nella pratica alcuni temi e dilemmi fondamentali legati alle scelte di interesse generale e ai processi decisionali, tra i quali: 1) Universalismo e particolarismo; 2) Orientamento ai principi e orientamento alle conseguenze; 3) 3. Processi di elaborazione ed espressione della scelta ‘segreti’ o ‘palesi’.

1. Universalismo e particolarismo
Un primo aspetto che emerge subito nel corso del laboratorio, in particolare nel secondo momento, quando gli studenti si confrontano sulle ragioni per le quali hanno scelto una o l’altra opzione (vedi Laboratorio “Prima Scelta” – Schema di lavoro) è quello che riguarda l’adozione di un criterio universalista ovvero di un criterio particolarista. In altre parole, gli argomenti presentati dai ragazzi a sostegno di una o di un’altra opzione tendono spesso a polarizzarsi su due posizioni opposte. Una prima posizione è quella delle scelte e degli argomenti che hanno come orizzonte il proprio io individuale e particolare, ciò che si ritiene giusto, vantaggioso e proficuo per sé. Potremmo riassumere questa posizione come “monadica”, legata a un’idea (magari solo intuita, semiconsapevole) di “essere per sé”. Una seconda posizione è rappresentata, invece, da scelte e argomenti che hanno come orizzonte non soltanto il proprio io individuale, ma anche e soprattutto l’interesse generale, ciò che è giusto, vantaggioso e proficuo per tutti, non soltanto per sé. Potremmo riassumere questa posizione come “diadica”, legata a un’idea (anche qui non del tutto consapevole) di “essere per gli altri”.

2. Orientamento ai principi e orientamento alle conseguenze
Un secondo aspetto che emerge abbastanza presto, perlopiù implicitamente, nel corso del laboratorio e in particolare nel corso della discussione che precede la seconda votazione, riguarda la dicotomia tra una scelta fondata da un lato su principi e priorità orientate ai valori e dall’altro su un calcolo mezzi/fini, costruito sulle conseguenze attese dalla decisione. Tuttavia, a differenza di quanto accade con la dicotomia tra universalismo e particolarismo, gli argomenti basati sul primo tipo di criterio e quelli basati sul secondo tipo non sempre vengono richiamati per sostenere scelte in contrasto tra loro. Anzi, succede spesso che gli studenti accostino ragionamenti riconducibili a un orientamento di valore ad altri più vicini a un tipo di decisione basata sul calcolo delle conseguenze, con lo scopo, verosimilmente, di rendere più convincente la propria argomentazione. Per contro, anche gli studenti che sostengono la bontà di altre opzioni di scelta, al fine di confutare le argomentazioni dei compagni, sono spinti a emulare lo stesso schema, accostando ragionamenti orientati sia al principio sia al calcolo delle conseguenze.

3. Processi di elaborazione ed espressione della scelta ‘segreti’ o ‘palesi’
Un terzo elemento che emerge nel corso del laboratorio è la differenza tra la logica di elaborazione ed espressione della scelta del secondo momento del laboratorio, quando i ragazzi votano tramite la app Mentimeter, rispetto a quella della terza fase, quando gli studenti manifestano la propria opinione e preferenza durante il dibattito e tramite gli applausi. Nel primo caso i ragazzi pensano tra sé e sé, è esclusa ogni forma di confronto nell’elaborazione della decisione. Una volta individuata l’opzione, gli studenti si esprimono anonimamente, senza rendere nota ad altri la loro scelta. Nel secondo caso, invece, i ragazzi sono spinti a esporsi, a rendere ragione pubblicamente della loro scelta, a confrontarsi con quella degli altri studenti. Il processo argomentativo li spinge a mettersi in discussione, a sottoporre a giudizio le scelte e gli argomenti degli altri, nonché a confrontarsi con il giudizio altrui. La presenza del conduttore aiuta a far sì che il dibattito avvenga in maniera ordinata e rispettosa, favorendo lo svolgersi di un autentico processo argomentativo, di scambio e reciproco arricchimento. In tal modo, emerge il carattere trasformativo del processo di discussione. Quando i ragazzi esprimono per la seconda volta la propria opinione in modo ‘palese’, con l’applausometro, in alcuni casi gli esiti della seconda votazione sono diversi rispetto a quelli della prima. Quando ciò accade, tutti sono posti di fronte alla circostanza che il confronto argomentato e il diverso contesto di espressione del voto possono contribuire a una trasformazione delle preferenze.

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Il “Manuale sul metodo APE per l’educazione civica” è stato ideato e scritto da Giacomo Balduzzi, Antonio Lizzadri e Davide Servetti, con la collaborazione di Paolo Ravazzano e, per gli aspetti di progettazione grafica e web, dell’Agenzia ModusOperandi. Gli autori hanno ceduto i propri diritti all’Associazione TessereTerritori, che ha scelto di mettere a disposizione di tutti gli interessati i relativi contenuti sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA.

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Associazione TessereTerritori, Manuale sul metodo APE per l’educazione civica, a cura di G. Balduzzi, A. Lizzadri, D. Servetti (prima ed. 2024), consultabile su www.apeprogetto.it (data di ultima consultazione …)